Studio Lopez

Paola Lopez, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti

La Trasformazione

La trasformazione è il cambiamento di tipo di società, o il passaggio da una società di capitali ad altro tipo di ente giuridico o comunione d’azienda, e viceversa. Caratteristica propria dell’istituto è la regola della continuità dei rapporti giuridici: con la trasformazione l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione (art. 2498). L’attuale disciplina distingue fra trasformazione omogenea ed eterogenea. La TRASFORMAZIONE OMOGENEA è il passaggio dall’uno all’altro tipo nell’ambito delle società lucrative. Il cambiamento del tipo di società è trattato dalla legge come una modifica dell’atto costitutivo: cambia, in modo più o meno accentuato, l’intero assetto organizzativo. È la stessa società che continua a vivere in una rinnovata veste giuridica e che conserva i diritti e gli obblighi anteriori alla trasformazione, senza che i soci siano costretti a liquidare la precedente società e a costituirne una nuova, con notevoli vantaggi anche di carattere fiscale sul piano della continuità dell’attività di impresa. Il codice regolava espressamente la trasformazione di società di persone in società di capitali (art. 2500- ter), e viceversa (art. 2500-sexies); possibile è anche la trasformazione di una società di persone in altro tipo di società di persone. Vietata era e resta la trasformazione di una società cooperativa a mutualità prevalente in società lucrativa, anche se tale trasformazione sia deliberata all’unanimità. Con la riforma del 2003 (Diritto Societario) è stata invece consentita la trasformazione delle altre società cooperative in società lucrative o in consorzi; e la cosiddetta TRASFORMAZIONE REGRESSIVA cioè da Società di Capitali a Società di Persone (mentre prima era ammessa solo quella PROGRESSIVA ovvero da Società di Persone a Società di Capitali).

Si ha TRASFORMAZIONE ETEROGENEA nel passaggio da una società di capitali in un ente non societario o in una comunione d’azienda, e viceversa. Più precisamente, l’attuale disciplina consente la trasformazione di una società di capitali in consorzi, società consortili, società cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni 8art. 2500 – septies) e viceversa. Si tenga infine presente che non si ha trasformazione nel caso di :

1) passaggio da DITTA INDIVIDUALE a SOCIETA’; in tal caso, infatti, si parla di CONFERIMENTO;

2) passaggio da SOCIETA’ a DITTA IDIVIDUALE, in tal caso si è in presenza di LIQUIDAZIONE.

La trasformazione (omogenea o eterogenea) può avvenire anche in pendenza di procedura concorsuale, purché non vi sia incompatibilità con le finalità e lo stato della stessa (art. 2499).

La delibera di trasformazione deve avere la forma dell’atto pubblico, deve contenere gli elementi previsti per l’atto di costituzione del nuovo tipo di assetto societario adottato e deve essere iscritta nel REGISTRO DELLE IMPRESE.

La TR. può essere decisa con il consenso della maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili. Tuttavia è prevista una forma di tutela per i soci che non hanno concorso alla decisione, privati quindi del diritto di opporsi alla TR, ai quali spetta il diritto di recesso. La transizione dalla soc. di persone alla soc. capitale comporta il cambiamento della responsabilità dei soci per le obbligazioni contratte dalla società, ovvero il venir meno della responsabilità illimitata dei soci in quanto, a differenza della SNC, nella SRL la responsabilità è limitata al solo patrimonio sociale. La responsabilità illimitata dei soci si protrae però per le obbligazioni sociali sorte prima della trasformazione, salvo consenso dei singoli creditori.

Il capitale sociale risultante dalla TR deve essere determinato sulla base di VALORI ATTUALI degli elementi dell’attivo e del passivo di bilancio e deve risultare dalla RELAZIONE DI STIMA redatta da esperto (o da una società di revisione) iscritto nel registro dei REVISORI CONTABILI, nominato dalla società. (in caso di SPA o SAPA serve UN’ISTANZA del TRIBUNALE).

La Stima ha lo scopo di quantificare la consistenza del patrimonio della società trasformanda al fine di tutelare gli interessi dei terzi: la valutazione dovrà essere effettuata con metodo analitico e potrà rivalutare o svalutare alcune poste dell’ATTIVO e del PASSIVO. Non è obbligatorio il controllo degli amministratori sull’operato del perito.

Questi devono:

- attenersi in caso di valutazione a valori inferiori;

- decidere cosa fare in caso di valutazione a valori superiori ( es. il valore netto contabile dei beni materiali ammortizzabili, dato dalla differenza tra COSTO STORICO e FONDO AMMORTAMENTO, raramente riflette l’effettivo valore del bene: si pensi ad un’ autovettura completamente ammortizzata, avrà sicuramente un valore di mercato diverso).

L’operazione di trasformazione rende necessaria la creazione di appositi conti, quali :

1)il CONTO “RETTIFICHE DI TRASFORMAZIONE” nel quale confluiranno le variazioni in aumento e diminuzione rispetto ai valori contabili dei conti accesi alle attività e alle passività;

2)il CONTO “NETTO DI TRASFORMAZIONE” nel quale viene determinato il capitale netto risultante al termine delle operazioni del perito;

3)UN CONTO per ogni socio, nel quale viene imputata la quota di capitale sociale spettante;

4)UN CONTO funzionante alla stregua del conto “BILANCIO DI APERTURA” ove sono aperti i conti accesi all’attivo e al passivo della società trasformata.

Esempio di Trasformazione

 

S.P. di A

IMMOBILI 700

FONDO TFR 200

MAGAZZINO 300

DEBITI 800

CREDITI 200

CAP. SOCIALE 250

BANCA 100

UTILE 50

TOTALE 1300

TOT.1300

RETTIFICHE DI TRASFORM.

20 50
   

PERIZIA di A

IMMOBILI 750

FONDO TFR 200

MAGAZZINO 300

DEBITI 800

CREDITI 180

CAP. di TRASF.330

BANCA 100

TOTALE 1330

TOT.1330

Gli amministratori si adeguano alle indicazioni del perito (VALORI DI PERIZIA)

Scritture

Immobili

a

Rettifiche da Trasformaz.

50

Rettifiche di Tarsformaz.

a

Crediti

20

Diversi

a

Capitale Netto di Trasform.

330

Capitale Sociale

a

250

Utile

a

50

Rettifica di Trasformaz.

a

30

Capitale Netto di Trasformaz.

a

Diversi

350

a

Capitale Sociale

250

a

Ris.ex soc.pers.

50

a

Riserva Legale

30

Bisogna utilizzare la “ RISERVA ex SOCIETA’ PERSA” poiché l’utile era già tassato e bisogna evitare che non venga nuovamente tassato. In ordine agli adempimenti contabili, la TRASFORMAZIONE in società di capitali comporta che la società trasformata dovrà obbligatoriamente adottare il regime di CONTABILITA’ ORDINARIA non potendo più avvalersi delle semplificazioni contabili che il legislatore ha previsto per le società di persone con ridotto volume d’affari. Quanto agli aspetti fiscali, la trasformazione non costituisce presupposto per il realizzo di PLUSVALENZE o MINUSVALENZE, pertanto ai fini delle imposte IRPEF e IRES l’operazione è fiscalmente neutrale. Tuttavia il passaggio dal regime dell’IRPEF a quello dell’IRES rende necessario accertare il reddito del periodo anteriore alla trasformazione e il reddito relativo al periodo successivo (l’esercizio in cui avviene la trasformazione viene separato in due parti, per permettere la creazione di un apposito CONTO ECONOMICO in modo da consentire l’applicazione delle 2 imposte diverse). Pur trattandosi dello stesso soggetto, quindi, dovranno essere predisposte due distinte dichiarazioni. Per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto l’art.2 del DPR 633/72 stabilisce che con la fusione, scissione o trasformazioni non sono considerate cessioni di beni. Quindi l’operazione di trasformazione deve ritenersi esclusa da campo di applicazione IVA pur dovendo presentare all’ ufficio competenza una dichiarazione di variazione. Per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto l’art.2 del DPR 633/72 stabilisce che con la fusione, scissione o trasformazioni non sono considerate cessioni di beni. Quindi l’operazione di trasformazione deve ritenersi esclusa da campo di applicazione IVA pur dovendo presentare all’ ufficio competenza una dichiarazione di variazione.

ESEMPIO TRASFORMAZIONE

Stato patrimoniale Soc. A Ante-Trasformazione

Immobilizzaz. 1.400 Debiti 1.000
Crediti v Clienti 2.500 TFR 800
Crediti v Soci 1.150 Capitale Sociale 110
    Riserve 2.250
    Utile 890
TOTALE 5.050 TOTALE 5.050

Perizia

Immobilizzaz. 2.000 Debiti 1.100
Crediti v Clienti 2.100 TFR 800
Crediti v Soci 1.150 Capitale Sociale 110
    Riserve 2.250
    Utile 890
TOTALE 5.250 TOTALE 5.250

Gli amministratori, ritenendo valide le valutazioni del perito, procedono, oltre che alle svalutazioni (obbligatorie), anche alle rivalutazioni, utilizzando il conto transitorio “Rettifiche di Trasformazione”:

Immobilizzaz.

a

Rettifiche di Trasformazione

600

Rettifiche di Trasformazione

a

Crediti Vs Clienti

400

Rettifiche di Trasformazione

a

Debiti

100

Dal mastrino del conto Rettifiche da trasformazione, risulta dunque un saldo pari a 100 che viene stornato con Capitale Netto da Trasformazione:

Rettifiche di Trasformazione

a

Cap.Netto di Trasf.

100

Cap.Netto di Trasf.

a

Capitale Sociale

100

Stato patrimoniale Soc. A Post-Trasformazione

Immobilizzaz. 2.000 Debiti 1.100
Crediti v Clienti 2.100 TFR 800
Crediti v Soci 1.150 Capitale Sociale 210
    Riserve 2.250
    Utile 890
TOTALE 5.250 TOTALE 5.250

Affrancamento Fiscale: secondo l’art. 176 del TUIR le rivalutazioni o svalutazioni derivanti dalla trasformazione non determinano plusvalenze o minusvalenze imponibili (neutralità fiscale) determinando in tal modo una differenza tra utile civile e utile fiscale; differenza questa che da luogo alle imposte differite o anticipate. Con la finanziaria 2008 però è stata prevista la possibilità di optare nella dichiarazione dei redditi (nell’esercizio in cui è avvenuta la trasformazione) o al più tardi nella dichiarazione dell’esercizio successivo, l’applicazione, in tutto o in parte, sui valori attribuiti in bilancio alle immobilizzazioni materiali ed immateriali (esclusi gli oneri pluriennali), di un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito sulla parte dei maggior valori…(art. 176 TUIR comma 2 ter). Tali maggior valori potranno poi essere considerati nel calcolo degli ammortamenti.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 luglio 2012 da .
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