Studio Lopez

Paola Lopez, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti

Irpef, modalità di determinazione e versamento

La disciplina dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) è regolata dal D.P.R. 917 del 22 dicembre del 1986 (Testo Unico delle imposte sui redditi, TUIR). L’IRPEF è un’imposta progressiva che si determina applicando aliquote crescenti in misura più che proporzionali all’aumentare del reddito (scaglioni), sempre nel rispetto dei principi costituzionali della capacità contributiva e della progressività (art.53 Cost.).

L’oggetto dell’imposta è costituito dal possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie indicate all’art.6 del TUIR (redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, autonomo ecc.); mentre il presupposto è dato dalla disponibilità del reddito complessivo netto.

I soggetti passivi d’imposta sono le persone fisiche residenti per i redditi ovunque prodotti e non residenti nel territorio dello Stato per i redditi ivi prodotti (principio della Territorialità). Il contribuente che ha prodotto reddito all’estero, però, potrebbe aver già subito un imposizione nel paese estero e in tal caso in Italia subirebbe una doppia imposizione: per tale motivo è stato introdotto l’istituto del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero fondato sul riconoscimento di un diritto di credito nei confronti dell’amministrazione finanziaria a favore del soggetto passivo IRPEF. Non rientrano tra i soggetti passivi IRPEF le società di persone, le società di fatto, le società o associazioni tra professionisti, rientrando in tale meccanismo d’imposizione ciascun socio o associato, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili (principio della trasparenza).

La base imponibileè costituita dalla somma algebrica di tutti i redditi del contribuente e dalle perdite derivanti dall’esercizio di imprese in contabilità semplificata e dall’esercizio di arti e professioni. Non rientrano nel conteggio i redditi soggetti a tassazione separata (come ad esempio il reddito percepito per la cessazione del rapporto di lavoro dipendente).

Il periodo d’imposta è l’anno solare; ad ogni anno corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma. Il reddito viene imputato al periodo d’imposta in cui è stato percepito (principio di cassa), indipendentemente dall’epoca in cui si è svolta l’attività; per il reddito d’impresa, però, vale il criterio della competenza (periodo in cui è stato prodotto).

Per quanto riguarda il calcolo dell’imposta si ottiene applicando al reddito complessivo netto le aliquote previste per ciascuno scaglione di reddito (23% fino a 15.000; 27% oltre 15.000 e fino a 28.000; 38% oltre 28.000 e fino a 55.000; 41% oltre 55.000 fino a 75.000; 43% oltre 75.000).

Il reddito complessivo netto si ottiene sottraendo al reddito lordo gli oneri elencati dall’art.10 del TUIR (spese mediche, premi per assicurazioni sulla vita e interessi passivi di mutuo per la prima casa detraibili nella misura del 19%, assegni periodici corrisposti al coniuge, ecc.), nonché la deduzione per l’abitazione principale. Le detrazioni per familiari a carico (figli, coniuge ecc., art.12 TUIR) sono inversamente proporzionali al reddito del contribuente. La detrazione si annulla per redditi complessivi superiori a 80.000 euro. Un familiare può considerarsi fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo inferiore a 2.840.51 euro al lordo degli oneri deducibili.

Per l’IRPEF vige il sistema dell’autotassazione: è lo stesso contribuente che, nei termini previsti dalla legge, provvede al calcolo dell’imposta(attraverso la dichiarazione annuale) e a versarla. L’imposta da versare si ottiene scomputando dall’imposta netta le ritenute d’acconto subite, i crediti d’imposta vantati nei confronti dell’erario e gli acconti d’imposta versati.

Gli acconti sono dovuti per il periodo d’imposta in corso e sono pari al 99% dell’imposta relativa all’anno precedente, quale risulta dalla dichiarazione dei redditi. L’acconto è obbligatorio qualora l’imposta sul reddito dell’anno precedente è superiore a 51,65 euro.

Il versamento deve essere effettuato in due rate: la prima pari al 40% dell’intero acconto e va versato entro il 16 giugno (o il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4%), la seconda pari al 60% va versata il 30 novembre. Dal 1998 è stata prevista la rateizzazione per gli importi da versare sia a saldo che in acconto (solo la prima rata dell’acconto) con la maggiorazione dello 0.50% mensile (6% annuo). L’IRPEF a saldo (per l’imposta ancora dovuta una volta detratti gli acconti versati l’anno precedente) va versata insieme alla prima rata d’acconto per l’anno successivo.

Se l’ammontare dei crediti d’imposta, degli acconti e delle ritenute d’acconto è superiore a quello dell’imposta netta, il contribuente può scegliere di:

– riportare l’eccedenza in diminuzione degli acconti e dalle imposte dovute per la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo;

– compensare l’eccedenza con debiti d’imposta risultanti dalla dichiarazione e, se dopo tale operazione risulti ancora un credito, portarlo in compensazione con debiti d’imposta o contributi risultanti da denuncie periodiche;

– chiederne il rimborso in sede di dichiarazione IRPEF.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 luglio 2012 da .
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