Studio Lopez

Paola Lopez, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti

Gli istituti deflativi del Contenzioso Tributario

Nell’ottica di un’amministrazione fiscale snella ed orientata al cittadino, il LEGISLATORE ha elaborato una vasta gamma di istituti amministrativi, i cosiddetti STRUMENTI DEFLATIVI, del contenzioso tributario, che permettono di concordare soluzioni conciliatorie e di prevenire le liti in materia tributaria.

In tale sistema rientra anche lo STATUTO DEL CONTRIBUENTE VOLTO a rendere più trasparente il rapporto FISCO-CONTRIBUENTE improntandolo sui principi di collaborazione e buona fede.

Gli strumenti per evitare il contenzioso sono

  1. l’AUTOTUTELA;

  2. CONCILIAZIONE GIUDIZIALE;

  3. ACQUIESCENZA

  4. ACCERTAMENTO CON ADESIONE

L’AUTOTUTELA è il potere che ha l’Amministrazione finanziaria di correggere un proprio atto illegittimo o infondato.

In sostanza quando l’Amministrazione rileva che in un atto da essa emanato è contenuto un errore, in mancanza del quale lo stesso atto non sarebbe stato emanato o avrebbe assunto un contenuto diverso, ha la possibilità di annullarlo o correggerlo, evitando in tal modo di danneggiare ingiustamente il contribuente nei cui confronti è stato emesso.

L’ANNULLAMENTO degli atti emanati dalla P.A. può avvenire sia d’UFFICIO sia su RICHIESTA DEL CONTRIBUENTE il quale dovrà indirizzare istanza agli uffici competenti.

Questi ultimi sono gli uffici che hanno prodotto l’atto o, in caso di grave inerzia, la DIREZIONE REGIONALE dell’AGENZIA delle ENTRATE dalla quale gli uffici stessi dipendono.

Il contribuente, inoltre, può attivare la procedura di autotutela anche tramite i centri di Assistenza multicanale, i quali hanno potere di annullare o rettificare le comunicazioni inviate in seguito alla liquidazione automatizzata delle dichiarazioni.

I n ogni caso occorre il parere preventivo della Direzione Regionale qualora l’importo dell’imposta , delle sanzioni e dei relativi accessori oggetto di annullamento superi 516.456,90€ .

Ai sensi dell’art.2 del D.M. 37/97 l’AUTOTUTELA è ammessa nei casi di:

  • errore di persona;

  • evidente errore logico o di calcolo;

  • errore sul presupposto dell’imposta;

  • doppia imposizione;

  • mancata considerazione di pagamenti d’imposta, regolarmente eseguiti;

  • mancanza di documentazione successivamente sanata;

  • sussistenza dei requisiti per fruire di detrazioni, deduzioni o regimi agevolati precedentemente negati;

  • errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile dall’amministrazione.

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha, inoltre, specificato che ai fini dell’esercizio dell’autotutela, non assume rilevanza:

  • il decorso dei termini per prestare il ricorso;

  • se il ricorso è stato presentato, ma respinto con sentenza passata in giudicato per motivi di ordine formale;

  • la presenza di un giudizio pendente;

  • la mancanza presentazione dell’istanza del contribuente.

E’ infine prevista la possibilità dell’ABBANDONO da parte dell’A.F. della lite già iniziata se vi sia fondato pericolo di soccombenza e di condanna di pagamento delle spese di giudizio (CRITERIO DI ECONOMICITA’).

La CONCILIAZIONE GIUDIZIALE è il mezzo attraverso il quale si può chiudere anticipatamente un contenzioso aperto con il fisco.

In presenza di un ricorso presentato alla C.T.P., la conciliazione permette di chiudere la lite in tempi brevi, evitando così il rischio ed i costi di un eventuale proseguimento del contenzioso tributario.

Se la conciliazione ha luogo viene redatto un apposito PROCESSO VERBALE nel quale sono indicate le somme dovute a titolo d’imposta, di sanzioni, di interessi. (tema16)

A volte per il contribuente che riceve un AVVISO DI ACCERTAMENTO può essere più conveniente accettare di pagare la maggiore imposta definita dall’ufficio piuttosto che intraprendere la strada incerta ed onerosa di un lungo contenzioso.

L’accettazione dell’atto, giuridicamente definita ACQUIESCENZA , regolamentata dal D.Lgs 218/1997 e consiste in una definizione in via amministrativa dell’atto impositivo.

Tale definizione è ancora più conveniente quando l’accertamento emesso dall’Ufficio è fondato su dati difficilmente contestabili, davanti al giudice tributario, comporta per il contribuente notevoli vantaggi che si sostanziano principalmente nell’abbattimento delle sanzioni irrogate.

Nel caso in cui il contribuente decida di beneficiare dell’adesione le maggiori imposterisultanti dal verbale di costatazione saranno interamente dovute; mentre la MISURA DELLE SANZIONI è ridotta alla metà di quelle previste per l’accertamento con adesione ordinario; ovvero saranno ridotte ad un ottavo del minimo previsto dalla legge. Un ulteriore beneficio consiste nella possibilità di effettuare il versamento delle imposte e delle sanzioni ratealmente senza necessità di presentare alcuna garanzia (come per la conciliazione giudiziale).

L’ACCERTAMENTO CON ADESIONE in fine è lo strumento che consente al contribuente di “CONCORDARE” con l’Amministrazione Finanziaria una MAGGIORE IMPOSTA DOVUTA rispetto a quella dichiarata, ed evitare, in tal modo, l’insorgere di una lite giudiziaria (è dunque basato su una sostanziale collaborazione tra CONTRIBUENTI E UFFICI nella determinazione della base imponibile).

A differenza della CONCILIAZIONE GIUDIZIALE, applicabile ad un maggior numero di tributi, L’ACCERTAMENTO CON ADESIONE è applicabile alla generalità delle IMPOSTE DI COMPETENZA DELL’ERARIO (sia dirette che indirette).

Il PROCEDIMENTO può essere attivato o dall’Ufficio o dal contribuente.

Nel primo caso l’UFFICIO COMPETENTE durante la propria attività di ACCERTAMENTO ha la facoltà (non l’obbligo) di inviare alla parte un invito a comparire recante l’indicazione dei periodi d’imposta interessati all’eventuale adesione, nonché il giorno e il luogo di comparizione, le maggiori imposte, ritenute, contributi, sanzioni e interessi dovuti in caso di definizione agevolata e i motivi che hanno dato luogo alla determinazione delle maggiori imposte, ritenute e contributi.

Se il contribuente accetta l’invito si procede al contraddittorio, previo esame preliminare dell’ufficio; in caso contrario la parte privata perde la facoltà di concordare per tutte le annualità oggetto dell’invito a comparire.

Il contribuente, invece, può chiedere di avvalersi dell’istituto solo in 2 ipotesi:

  1. Quando nei suoi confronti siano stati effettuati accessi,ispezioni o verifiche;

  2. Quando ha ricevuto un atto di accertamento o un atto di rettifica, non preceduto da invito a comparire; in tal caso l’apposita istanza deve essere presentata, prima dell’impugnazione dell’atto e della scadenza del relativo termine, alla Commissione tributaria e deve indicare il recapito, anche telefonico, della parte.

L’eventuale successiva impugnazione implica RINUNCIA al CONCORDATO.

L’istanza del contribuente sospende automaticamente i termini per l’impugnazione e per gli eventuali pagamenti conseguenti al provvedimento per 90 gg decorrenti dalla data di presentazione o spedizione per posta del plico raccomandato dell’istanza.

IL CONTRADDITTORIO può concludersi:

  • con l’ARCHIVIAZIONE: quando il contribuente riesce a dimostrare l’integrale infondatezza della pretesa erariale;

  • con la MANCATA ADESIONE : si seguirà l’ordinaria disciplina dell’accertamento e del contenzioso

  • con il PERFEZIONAMENTO DELL’ATTO DI ADESIONE

Quanto agli EFFETTI DELL’ACCERTAMENTO CON ADESIONE, esso (accertamento) è DEFINITO per entrambe le parti, essendo preclusa la possibilità per l’amministrazione di modificare o integrare ulteriormente il reddito concordato e, per il contribuente, la facoltà di impugnarlo.

Gli ULTERIORI ACCERTAMENTI possono aversi solo in 2 casi :

  1. Accertamenti PARZIALI o accertamenti da PARAMETRI o STUDI DI SETTORE;

  2. Sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi che comportino l’accertamento di un maggior reddito superiore al 50% di quello complessivamente definito e , cmq, non inferiore a 77.468,53 €.

Naturalmente, il contribuente che accetta il CONCORDATO usufruisce di una RIDUZIONE delle SANZIONI PENALI (fino alla metà e non si applicano le sanzioni accessorie) e AMMINISTRATIVE (applicazione delle stesse nella misura ridotta di un quarto del minimo edittale).

Inoltre nell’ambito dei contributi previdenziali ed assistenziali non sono previste sanzioni ed interessi sulle maggiori somme dovute in forza del concordato.

Il vantaggio per il contribuente in sostanza consiste in una RIMODULAZIONE della pretesa erariale e un a sensibile riduzione delle sanzioni.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 luglio 2012 da .
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