Studio Lopez

Paola Lopez, Dottore Commercialista e Revisore dei Conti

Regime di trasparenza fiscale, differenze rispetto al regime di consolidato nazionale

Il regime di trasparenza fiscale è disciplinato dagli art. 115 e116 del TUIR, modificati in D.M. 23-4-2004 e dalla L. 248/2006 legge finanziaria.

Esso è una delle novità più importanti della riforma avvenuta nel 2004 nel nostro ordinamento tributario poiché consente l’imputazione diretta del reddito prodotto da una società di capitali ai soci. Quindi il regime di tassazione per trasparenza equipara le società di capitali a quelle di persone.

Il reddito prodotto dalla società di capitali è imputato a ciascun socio, indipendentemente dall’effettiva percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

  • Vantaggio: si ovvia alla parziale doppia tassazione che si realizza in capo al socio al momento della distribuzione del dividendo risparmio di imposta.

  • Svantaggio: non è consentito al socio utilizzare in compensazione perdite formatesi prima dell’inizio della tassazione per trasparenza.

L’art. 115 TUIR stabilisce che al regime di trasparenza fiscale possono accedere le società di capitale residenti, i cui soci sono altre società di capitale anch’esse residenti, ciascuna con una percentuale di partecipazione agli utili non inferiore al 10% e non superiore al 50%. Tali requisiti devono essere posseduti da tutti i soci e rimanere immutati per tutto il periodo di validità dell’opzione (pena la fuoriuscita dal regime). La percentuale di partecipazione agli utili di un socio può variare, ma non può mai scendere al di sotto del 10% o aumentare oltre il 50%. L’esercizio dell’opzione non altera il trattamento fiscale delle riserve formate con utili di esercizi precedenti a quelli di applicazione del regime di trasparenza. Se vengono distribuite riserve di utili, la tassazione avverrà in capo al socio. Durante i periodi di validità dell’opzione si considerano prioritariamente distribuiti gli utili imputati ai soci per trasparenza, salvo diversa esplicita volontà assembleare. Analoga presunzione vale per gli utili utilizzati per la copertura di perdite; solo che in questo caso la presunzione è assoluta, cioè non modificabile da una diversa volontà assembleare. Le perdite prodotte dalla partecipata prima dell’inizio del periodo di trasparenza (perdite pregresse) non possono essere utilizzate per compensare i redditi imputati dalle società partecipate. Le perdite della società partecipata realizzate durante il periodo di validità dell’opzione sono imputate ai soci e possono essere da questi utilizzate in diminuzione degli altri redditi conseguiti. Inoltre tali perdite possono essere portate in diminuzione del reddito nei periodi successivi (non oltre il quinto). Le perdite generate nei primi 3 periodi d’imposta della società partecipata può essere riportata dalla società partecipante senza limiti di tempo. Le ritenute d’acconto subite dalla partecipata e i crediti d’imposta relativi vanno imputati ai soci, così come gli acconti versati dalla società trasparente. Per tutelare gli interessi dell’erario, la società trasparente risponde in solido con la società partecipante per le imposte non pagate da quest’ultima. L’art. 116, comma 1 e 2 TUIR, disciplina il regime di trasparenza riservato alle srl e alle cooperative con una ristretta base proprietaria, costituite esclusivamente da soci persone fisiche.

Requisiti per accedere alla trasparenza da parte delle srl d elle coop:

  • Soci solo persone fisiche (max 10 per le srl – max 20 per le coop).

  • Ricavi non superiori alla soglia prevista per l’applicazione degli studi di settore.

Tale regime quindi è riservato ai soggetti di piccole dimensioni.
Il funzionamento del regime di trasparenza per i sogg. di cui all’art. 116 TUIR è analogo a quello già visto per i soggetti di cui all’art. 115 TUIR. L’adozione del regime di trasparenza permette ai soci titolari anche di attività d’impresa di compensare gli utili e le perdite della trasparenza con gli utili e le perdite di impresa. Sia la società in trasparenza che i soci hanno dei vantaggi fiscali; infatti il reddito viene tassato in capo ai soci secondo le aliquote IRPEF e per un importo inferiore perché proporzionalmente alle quote di partecipazione possedute da ciascun socio; inoltre si evita l’ulteriore tassazione degli utili al momento della loro distribuzione. L’opzione è vincolante per 3 periodi d’imposta della società partecipata, e deve essere esercitata sia dalla società che da tutti i soci. Le cause di decadenza dal regime sono il superamento della soglia massima dei ricavi, il venir meno dei requisiti dei soci, l’assoggettamento della partecipata ad una delle procedure concorsuali, la trasformazione della partecipata in altra società non avente forma giuridica di srl, il trasferimento all’estero della residenza della società partecipata.

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Questa voce è stata pubblicata il 20 luglio 2012 da .
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